I nostri giorni

 

Il comune di Forlì appartenne all'Abruzzo Citeriore e, specificatamente, nel 1807 apparteneva al Distretto di Sulmona e al Governo di Castel di Sangro. Successivamente passò nella Provincia di Molise, Distretto di Isernia.

Ma fu nel 1816 che Forlì divenne Capoluogo del Circondario comprendende i Comuni di Acquaviva d'Isernia, Rionero Sannitico, Roccasicura e Montenero Valcocchiaro: inizia, da tale data, il periodo di splendore per il paese che, con i suoi oltre 3000 abitanti diventava il centro economico e culturale del Circondario.

Nel 1863 con Decreto del Re D'Italia Forlì fu autorizzato ad aggiungere al proprio nome "del Sannio" con questa motivazione:[...omissis...al sol fine di distinguere il paese da Forlì di Romagna...omissis...] Quattro anni più tardi acquisì i locali del Convento di Santa Maria delle Grazie che destinò ad uso delle scuole, del Municipio, della Pretura, delle Carceri ed uffici vari. Viene quindi istituita la sede dell'Arma Regia dei Carabinieri, l'Ufficio Postale, la pubblica illuminazione e la rete idrica fino alla Piazza Principale del paese.
Paese di emigrazione, Forlì del Sannio, in cento anni, ha perso oltre 3000 residenti. E’ passato dai 2600 abitanti del 1911 agli attuali 827 effettivi. La scarsità delle risorse spinse alla prima diaspora per bisogno verso gli USA, seguita da una diaspora successiva interna alla nazione per migliorare le condizioni di vita. Nell'Ohio (USA) vivono 600 oriundi. Antonio Iacovetta presiede il "Social Club" di Mayfield Hts (Ohio), molto attivo nel mantenimento delle tradizioni paesane. 200 oriundi vivono in Argentina, 50 in Venezuela. Nel secondo dopoguerra, gli espatri si sono avuti verso l'Europa (Svizzera, 100; Belgio, 100; Francia, 50).